Il decalogo del Genitore Montessori - da 0 a 2 anni-

12.10.2014 14:17

1.    Trattate il vostro bambino come un “piccolo adulto”


Abbiate un atteggiamento di rispetto verso il vostro bambino come lo avreste per un adulto che amate e stimate: usate le formule di cortesia quando vi rivolgete a lui invece di dargli ordini, parlate con calma e senza urlare, abbiate pazienza e abbassatevi al suo livello quando gli parlate, in modo da guardarlo negli occhi e non dall’alto in basso.

Non parlate del bambino con altre persone in sua presenza, anche se credete che sia ancora troppo piccolo per capire.

Tutto ciò non significa abbandonare il proprio ruolo di genitore ed educatore, ma basare la relazione con vostro figlio sul rispetto reciproco: vostro figlio è una persona in sé, non una vostra proprietà.

2.    Usate la disciplina positiva

Il metodo si basa su una visione positiva del bambino. Montessori ci insegna che ogni bambino è venuto al mondo con un compito speciale da compiere e ci invita a aiutarlo a trovare la propria strada accentuando il lato positivo delle cose: utilizzare forme linguistiche affermative piuttosto che negative, spostare l’attenzione del bambino piuttosto che combattere frontalemente la sua volontà, lodare le azioni e gli atteggiamenti positivi correggendo quelli negativi, dire no alle punizioni verbali e fisiche, alle grida e alle minacce, dar poche regole, ma chiare, che devono essere sempre rispettate, non affibbiare al bambino nomignoli negativi o dirgli frasi del tipo “sei brutto, sei cattivo”, piuttosto sottolineare che l’azione che ha compiuto o che il suo atteggiamento sono sbagliati. 

Dietro ogni “capriccio” si cela un malessere. Il bambino vi ama immensamente e il suo obiettivo non è farvi arrabbiare. Cercate in ogni situazione di andare a fondo e di capire gli atteggiamenti del vostro bambino: sta cercando di dirvi qualcosa, spesso che non vi occupate abbastanza di lui. Nutrirlo e vestirlo, nonostante questo ci occupi molto tempo e ci dia l’impressione di prenderci cura di lui, non basta. Per il bambino sono solo bisogni e non momenti di qualità che trascorriamo insieme.

Tutti questi atteggiamenti aiuteranno il bambino a sviluppare una maggiore fiducia in sé stesso e ad avere una visione ottimistica della vita.

"La prima nozione che i fanciulli debbono acquistare per essere attivamente disciplinati è quella del bene e del male: e il compito dell’educatrice sta nell’impedire che il fanciullo confonda il bene con l’immobilità e il male con l’attività, come avveniva con le forme dell’antica disciplina. Poiché il nostro scopo è di disciplinare all’attività, al lavoro, al bene; non all’immobilità, alla passività." M. Montessori, La scoperta del bambino

3.    Dategli l’opportunità di provare cose nuove

Quante volte mi sono chiesta se una determinata attività fosse adatta al mio bambino e quante volte vedo genitori impedire ai propri figli di provare a fare qualcosa perché la considerano inadatta alla loro età oppure la ritengono troppo pericolosa!  Come possiamo far capire ad un bambino che ancora non è pronto ad affrontare da solo quello che vorrebbe fare? Solamente lasciandolo tentare!

Non giudicate le sue capacità in base all’età e non impeditegli di fare qualcosa perché è troppo piccolo. A volte sarete sorpresi dalle abilità del vostro bambino, altre dovrete consolare la sua frustrazione nel non riuscire a fare quello che vorrebbe, ma solo così egli può imparare da solo quali sono i propri limiti e acquistare fiducia in sé stesso e nella vostra persona, vedendo che voi credete in lui e che siete sempre al suo fianco nelle difficoltà. Vi accorgerete che il bambino saprà presto autoregolarsi comprendendo ciò che è in grado di fare da quello che ancora non è alla sua portata e apprenderà da solo a giudicare le situazioni potenzialmente pericolose.

Dimostrategli fiducia e lasciategli svolgere le attività domestiche più facili: potrà ad esempio mettere il pane in tavola, più tardi potrà portare i piatti. Il vostro bambino sarà soddisfatto quando avrà la possibilità di esercitarsi e di partecipare ai compiti quotidiani dando il massimo di cui è capace.

"Noi non possiamo sapere le conseguenze di un atto spontaneo soffocato quando il bambino comincia appena ad agire: forse noi soffochiamo la vita stessa." La scoperta del bambino M. MONTESSORI

4.    Non interrompete i suoi momenti di concentrazione

Quello che a voi appare come un gioco per passare il tempo è invece un vero lavoro per il vostro bambino. Sta lavorando per costruirsi. Lasciatelo in pace nella sua occupazione, senza interromperlo né con commenti né con incoraggiamenti: entrambi gli atteggiamenti spezzeranno il filo magico della sua concentrazione.

Cercate il più possibile di lasciargli finire quello in cui è impegnato e, se proprio dovete interromperlo, spiegategliene la ragione e avvisatelo per tempo: in fondo neanche voi amate essere interrotti a metà di un lavoro importante e pensate a quanto vi costa riprendere un lavoro lasciato a metà!

Oggi si parla molto di disturbo di deficit dell’attenzione, non siatene la causa! La capacità di concentrazione fa parte dell’intelligenza e il bimbo deve apprenderla con il tempo, se però ogni volta che si cimenta nel concentrarsi viene distratto dalle vostre parole, non solo non riuscirà ad imparare, ma soprattutto crederà che concentrarsi non è importante.

"Vi sono nell’individuo esigenze intime, per le quali mentre egli si abbandona ad un lavoro misterioso, si richiede la completa solitudine, la separazione da tutto e da tutti. Nessuno può aiutarci a raggiungere quest’intimo isolamento che ci rende accessibile il nostro mondo più celato, più profondo, tanto misterioso, quanto ricco e pieno. Se altri ci si immischia, interrompe e perciò distrugge. Questo raccoglimento che si ottiene liberandosi dal mondo esterno, deve provenire dalla nostra stessa anima, e ciò che è intorno a noi non può influire in nessun modo fuorché con l’ordine e con la pace." Il segreto dell’infanzia M. Montessori

5.    Incoraggiate invece di premiare

Nelle scuole Montessori, per quanto strano possa sembrare, non esistono né voti né tantomeno verifiche. Il bambino non ha bisogno di essere incanalato in giudizi né di lavorare per il vostro riconoscimento. La sua soddisfazione viene da sé stesso.

Lodate le azioni del bambino piuttosto che il bambino stesso, dirgli “Oh quanto sei bravo! Oh quanto sei intelligente!” ottiene nella sua psiche l’effetto opposto di quello che desidereremmo ottenere. Ditegli piuttosto “Oh che bel cerchio che hai disegnato! Oh come sei stato gentile!” mettendo l’accento sull’attitudine positiva del bambino.

Credo che anche voi vi sentireste un po’ stupidi se qualcuno che amate vi lodasse come siamo abituati a lodare un bambino. Se avete passato la mattinata a cucinare con amore, non è più valorizzante sentirsi dire “Mamma, che buon pranzo che hai preparato oggi” piuttosto che “Mamma che brava che sei”?

6.    Proponetegli delle scelte

Lasciate che il vostro bambino abbia la possibilità di scegliere nelle piccole cose che lo riguardano: che frutto o che yogurt mangiare, se mettere un abito piuttosto che un altro. Lo abituerete in questo modo nel difficile compito di prendere una decisione e lo farete sentire parte delle scelte invece di doverle subire. Saper prendere una decisione fa parte di quanto egli dovrà imparare per divenire un adulto libero, capace di scegliere secondo delle ragioni e non seguendo i propri istinti. Ogni piccola scelta quotidiana diventa una palestra di vita.

7.    Limitate la quantità dei giochi a sua disposizione

Il bambino ha bisogno di fare realmente, non si far finta. Fornitegli del materiale “vero” di taglia adatta alla sua che possa utilizzare con uno scopo utile, al posto dei giochi finti e di plastica che imitano la vita: invece di comprargli una bellissima e costosa mini cucina finta dategli la possibilità di cucinare con voi.

“Crediamo erroneamente che il bambino più “ricco di giocattoli”, più “ricco d’aiuti” possa essere il meglio sviluppato. Invece la moltitudine disordinata di oggetti, è essa che aggrava l’animo di un nuovo caos, e lo opprime nello scoraggiamento.”    

M. Montessori, La scoperta del bambino

Oggi riempiamo la vita dei nostri figli di giocattoli, ma Maria Montessori aveva notato che quando i bambini hanno l’opportunità di adoperarsi in attività concrete, non hanno bisogno né voglia di giochi: essi si concentrano e a lungo e l’attività crea in loro un’immensa soddisfazione che i giocattoli con la loro applicazione finta non producono, al contrario  essi producono frustrazione.

Preferite dunque la qualità alla quantità, scegliete dei giochi che siano ben fatti, educativi e belli. Quando acquistate un gioco chiedetevi se esso ha una finalità, se comporta delle decisioni da prendere, se incoraggerà l’esplorazione e la manipolazione del bimbo.

Date al bimbo piccolo un solo gioco alla volta e quando è sarà grande insegnategli a riordinare un’attività prima di iniziarne un’altra.


 " Nei Paesi in cui l’industria del giocattolo non è tanto progredita, troverete bimbi molto differenti: sono più calmi, sani ed allegri."    

Maria Montessori, LA MENTE

8.    Rispettate il vostro bambino

Il bambino è talmente bello e lo amiamo talmente che avremmo voglia di stringerlo e sbaciucchiarlo in continuazione. Ricordatevi però che il bambino non è un cucciolo: è un essere umano autonomo che non vi appartiene.

Toccatelo e abbracciatelo solo quando è lui a chiedervelo oppure solo dopo averglielo chiesto. Cercate di trattenere i vostri slanci di effusione amorosa e dimostrategli invece il vostro amore attraverso il rispetto. Gli insegnerete in questo modo anche a rispettare il proprio corpo e quello degli altri.

Quando è, invece, il bambino a cercare le vostre carezze non fategliele mai mancare, godetevi quei momenti di esplosione amorosa tra di voi.


" Giammai attratti dalle sue grazie affascinanti dobbiamo aggredirlo con le nostre carezze: e non mai, anche se questi ci vengono quando noi siamo disposti a riceverli, mai respingere i loro slanci affettuosi, ma corrispondervi con delicatezza e sincera devozione."

Maria Montessori, EDUCAZIONE ALLA LIBERTA’

 

9.    Dimenticare l’orologio

Il vostro bambino non ha il vostro stesso concetto del tempo. Non può capire “tra cinque minuti” oppure “dopo”: vive nel presente.

Quando dovete interrompere una certa attività, ad esempio dovete andarvene dal parco giochi, avvisatelo prima e trovate dei concetti temporali che possa comprendere come: “quando suonano le campane, dobbiamo andare a casa”; “quando l’ombra dell’albero arriva nel giardino, dobbiamo andare”; “quando il sole è tramontato è sera ed è tempo di andare a letto/a casa”. Quando sarà abbastanza grande potrete usare una clessidra per fargli capire il passare del tempo e, ad esempio, lasciarlo leggere un libro prima di dormire fin quando il tempo della clessidra si esaurisca, poi sarà tempo di andare a dormire.

Per quanto possibile, dimenticate la routine e l’orologio quando siete con lui: l’ora della pappa e della nanna hanno senso solo per voi. Cercate invece di capire quando ha fame e quando ha sonno e di proporgli quello che gli serve quando ne ha bisogno e non quando lo dice la vostra sveglia.

Quando state passando un bel momento con il vostro bambino, pensate solo a quello, stampatelo nella vostra mente (anche se è l’ora di preparare la cena): il tempo passa e non ritorna più!

10. Spegnete la Tv

Maria Montessori non ha potuto sperimentare l’enorme influenza della televisione che alla sua epoca era solamente all’inizio della propria diffusione, ma possiamo immaginare che non ne avrebbe approvato la visione da parte dei piccoli.

Per i bambini al di sotto dei due anni la Tv, il Pc, il vostro telefono e il tablet non sono degli strumenti per l’apprendimento, al contrario è dimostrato che per ogni ora passata davanti alla tv prima dei due anni il vostro bambino avrà il 30% di possibilità in più di avere disturbi del linguaggio e dell’apprendimento in età scolastica.

Anche la tv come sottofondo è dannosa, diminuendo la possibilità di concentrazione del bambino.

Non fidatevi di chi vi dice che il tale programma è adatto al vostro bambino: non lo è, la sola cosa adatta a lui è la tv spenta e la sperimentazione attraverso l’uso dei cinque sensi.

“Le condizioni che più verosimilmente nuocciono all’apprendimento precoce comprendono un’eccessiva esposizione alla televisione, l’impotenza appresa e la scarsa attività fisica." John Medina



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